Cammers & Lap Dance

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Lei non disse niente, mi sorrise e si lasciò cadere nel fieno, stesa al mio fianco. " Come é duro e compatto" disse lei e si lasciarono andare. Si è messo al mio fianco cercando di riprendere fiato. I suoi movimenti meccanici, non evidenziavano eccessiva partecipazione. Dopo la calzamaglia si tolse anche la camicetta bianca e rimase in mutandine e reggiseno color panna. Andava quindi volentieri al negozio e quando vi si recava curava il suo aspetto e il suo abbigliamento in modo particolare. Sentì a malapena le frasi smozzicate che lui le diceva: - Di' la verità, non ti sto facendo male. "Mi presento Cassandra Julia Harris, ma tutti mi chiamano Cassie" "Allora Lei é, tu sei. Nelle prossime storie racconterò cosa è successo poi. Si informò presso la reception e seppe che il gruppo dell'azienda era a cena, poi lasciò un bigliettino per Eleonora: "sono fuori con amic - Va malissimo. Era da qualche mese che non andavo al suo studio, così spesi un po' di tempo a spiegarle la situazione. Si era innamorata del suo professore di educazione fisica e durante quella gita aveva avuto modo di avvicinarlo in quanto accompagnatore del gruppo. Posai il bicchiere sul tavolo, mi avvicinai a lei e, dopo aver passato un braccio intorno alla sua vita, iniziai a baciarla. - Io l'accontentai subito, le alzai la gonna, le sfilai gli slip ed iniziai a massaggiare il suo clitoride, le mie dita si muovevano all'interno della sua vagina alla ricerca del buco e, una volta trovato, dentro, sempre più dentro. Appena entrarono in ascensore, gli prese la testa tra le mani e gli permise di affondare il volto nell'incavo tra i seni. Nel frattempo. Di nuovo lo sperma fiotto' sulle coperte abbondantemente. La padrona si divertì per un pochino a farmi oscillare sull'altalena tirandomi per la catenella che univa le due pinzette per capezzoli, che a quel punto erano diventate due diaboliche morse che mi provocavano dei dolori lancinanti. Dopo anni e anni tra i libri mi trovavo improvvisamente catapultato nel mondo del lavoro. Lei restava immobile. Lap & Cammers Dance.Aveva ormai perso ogni controllo ed era in balia del mio volere. Arrivava al punto in cui il mio corpo si contorceva per il piacere e li smetteva lasciandomi in uno stato di confusione dettato dall'intenso piacere interrotto proprio sul più bello. per me non è la prima volta, sai ? Andrà tutto bene. Nel fare questo mi sbatté la testa sul fondo dell'armadio, ma non avevo più nemmeno la forza di mugolare, per cui forse nemmeno se ne accorse. Non posso darti io quello che non hai" "Sì, ma come faccio?" "Ora vedrai. "Che cazzo fate voi due, stronzi? Voglio sentire la sborra nel culo". "Va meglio adesso?". Quanto dicevano, mi confermava quanto sentito al club. Sentii il fondo dell'armadio sotto il sedere e mi ci appoggiai, non sapevo da che parte fossi girato, mi sentii prendere le gambe e spingerle all'interno, dopodiché vennero fissate con legacci alle caviglie e alle ginocchia. Una felicità estrema mi pervadeva: di fronte a me vedevo quattro cacciatori intorno alla loro preda, una preda ridotta in schiavitù, presa nella posa più umiliante per una donna, con le gambe completamente aperte ad offrire il proprio culo e la propria fica, slargati, deformati e violati oscenamente per il loro piacere, e la preda ero io, lì, sporca di sborra e di piscio, che avevo fatto da paziente, da bambola e alla fine da cesso, con il dorato dei miei infradito che risplendeva nella luce tardo-pomeridiana. Accelerai i movimenti e cominciai a mordicchiarle il clitorite, ormai grande come la falange di un mignolo. Poi Eleonora tornò a casa. L'ho conosciuta stamattina al supermercato, una signora distinta, come tante altre che si vedono per strada tutti i giorni, i nostri sguardi si sono incontrati davanti al banco dell'ortofrutta, tutti e due miravamo allo stesso casco di banane, l'unico rimasto un pò maturo, ci siamo sorrisi, io mi sono scusato e le ho lasciato le banane, le voleva lasciarle a me, poi ha esordito dicendo "le cerco io delle buone banane sono un'esperta" io ho sorriso nuovamente ed ho detto "mature signora che mi servono per mangiarle" lei e rimasta un pò interdetta poi ha riso replicando "e cosa dovrebbe farne" Poi altri sorrisi, abbiamo finito di fare la spesa assieme e poi e finita a casa mia, a vedere cosa si puo fare con le banane ha cominciato con mangiarne una, non il frutto, mentre un altra esplorava il suo corpo, era molto affamata. Era letteralmente bagnata e si stava sempre piu' lasciando andare, quando ho sentito un rumore. - Va bene accetto - - Io non sto scherzando Francesco. Era una scena un pò grottesca, io steso sul letto, lei impalata sopra di me mi stava scopando come una disperata, il sudore le aveva fatto colare il pesante trucco che aveva sul viso, e succhiandomi il cazzo il rossetto si era sparso sul suo viso facendole assumere un aspetto da clown. Cercai di consolarla dicendole che tutti in gioventù facciamo errori nel valutare le persone che ci circondano, ma non volevo solo consolarla, volevo in qualche modo conquistarla. Mi salutò rispondendo che ne avrebbero parlato la sera stessa e me ne avrebbe dato risposta il giorno successivo. Il reggiseno non le serviva piu', indossava qualche volta dei modelli particolari , roba da sex shop, che io le regalavo e che portava sotto camicette trasparenti o giacche tenute sempre aperte. Mi implorò di penetrarla, di possederla, ma non le permisi di riprendere in mano il gioco. Dance & Lap Cammers.ma cosa ti avrei attaccato?" Domando stupito. Lui fece finta di offendersi e si allontanò leggermente da lei. Al centro il tavolo era apparecchiato per due persone ed al centro c'era un candeliere in argento con tre candele rosse accese. o almeno speravo fosse quello il motivo, e non l'intenzione di rincrudire i legamenti!!! Appena libero presi una gran boccata d'aria, aiutandomi con la bocca per quanto impedita dalla stoffa che la riempiva, finche non mi tolse cinghia e foulard, e per ultima la palla di stoffa, strappandomela letteralmente con relativo ululato dovuto al fatto che era stata inserita a secco, senza bagnarla, e i lembi di essa si erano praticamente incollati al palato; la sensazione fu che mi strappasse la pelle dall'interno della bocca!!! Vidi il suo sguardo beffardo e il suo sorriso di compiacimento mentre mi chiedeva "Allora, va meglio ora?" Non riuscii altro che ad assentire col capo, avendo le mascelle intorpidite dallo stretto imbavagliamento, al che evidentemente soddisfatta riprese la palla di stoffa, questa volta avvolgendola a caramella nella sciarpetta che già prima mi aveva martoriato la bocca, e me la ricacciò dentro, Ancora la cinghia fece da ulteriore bloccaggio, ma almeno questa volta la palla racchiusa nella sciarpa non se ne sarebbe andata in giro ad incollarsi al palato. - Allora questi non sono per me? - sorrise lei -Ed io che mi ero illusa…- Francesco le offerse candidamente i fiori, fingendo di fingere: - Certo - sorrise sornione - questi erano per te, mica regalo fiori a chiunque io - Lei la prese per una bugia data dalla prontezza di spirito e rise: - Sei una canaglia e un bugiardo - Poi si guardò intorno - Senti questi qui sono più noiosi di tuo padre e di Sergio. "Li hai provati", affermai io, sicura di non sbagliare. Le disse di sì -Signora- e lei gli dettò l'indirizzo. Le posi un piccolo bacio sulle intime labbra, solo per sentirla fremere per un istante, poi risalii rapido all'altezza del suo viso. Aveva fatto l'amore con Silvia (se glielo avessero detto prima, non ci avrebbe creduto, non perché avesse mai avuto particolari problemi con le donne, ma semplicemente perché Silvia era una specie di "cugina" più grande, qualcosa di simbolicamente irraggiungibile per lui). Era così bagnata che scivolai fuori più volte. Quasi non respiravo per la paura di essere sentito e dover interrompere quel momento. Chiara, consapevole per quanto si erano dette, non accennava segni di insofferenza, mentre io, non comprendendo ancora cosa Paola volesse, ero piuttosto sconcertato dal fatto di dover rimanere completamente nudo. Un sacco di uomini le ronzavano intorno. Paola ci guardava divertita. Doveva cancellare quella brutta esperienza e voleva farlo proprio con me. Ma stasera il pensiero di Rossella è più intenso che mai. Mi chiamo Francesco G. Spalmò quel favoloso balsamo come se mi stesse masturbando e il mio cazzo aumentava di calore, era in fiamme e la cappella mi si gonfiò come mai m'era capitato di vedere. Mi possedeva alternando momenti di forte intensità ad altri di dolcezza. E' vero, e del resto volevo essere solo un oggetto, per quel giorno. Lap Cammers & Dance.le dico cadendo in ginocchio davanti le sue gambe. Strano. - Ma tutto cio' ha un nome: masochismo. - Vedrai che dopo sarai contenta, le disse ancora. Sentivo che stava per esplodere, mi spingeva il sesso in bocca come volesse scoparmi in quel modo e il ritmo si stava facendo frenetico; con le mani mi teneva la testa attaccata al sesso e me lo spingeva dentro. Le sue labbra infatti erano glabre ed umide, senza traccia della sua ispida peluria. Ma per farlo voglio molto da te - si lasciò affondare il cazzo nella bocca, lo avvolse con la lingua, lo succhiò - Te la senti? - - Cosa vuoi ? - ansimò lui. Ci sono proprio tutti zii, zie e cugini, e c'è anche lei mia zia F. Il piacere di poterlo torturare ed umiliare cresceva in me sempre di più, mi piaceva vederlo in difficoltà come un povero e misero vermetto. Si girò di scatto sul sedile e poggiata la schiena allo sportello mi chiese, dandomi per la prima volta del tu "Non ti incuriosiscono i miei sguardi? O non l'hai neanche notato? Mentendo risposi che non avevo dato molto peso alla cosa ma che, comunque, mi sarebbe piaciuto saperne il perché. Poi Eleonora tornò a casa. Poi si mise al suo fianco e avvicinò al suo volto a quello della ragazza. Non era Carla che stavo possedendo, ma sfogavo su di lei ciò che provavo per Laura. Così mi feci dare il numero di telefono della sua collega, promettendo alla mia amica che le avrei sicuramente fatto sapere com'era andata, e mi apprestai speranzosa a telefonare per avere un appuntamento. Lo aveva guidato in un dedalo di corridoi per portarlo lì. In breve arrivai alla villa. Poi si mise al suo fianco e avvicinò al suo volto a quello della ragazza. Lentamente avvicinai la mano e la toccai sul punto arrossato sfiorandola col palmo. ORA MI TROVAVO IN UNA STRANA SITUAZIONE CHE NON SAPEVO GESTIRE. Alternava dolcezze a frasi irripetibili che, a suo dire, ero io a scatenare. Lap Dance & Cammers.Poi ogni tanto, mentre dietro ad una macchina si masturbava freneticamente, appoggiava qualcuna per terra quando passeggiava nel centro per vedere cosa facevano i passanti nel vederla in quelle condizioni. Melissa ci fece conoscere Franco, il suo uomo del momento, un bel tipo, molto brillante, faceva il fotografo, lavorava per una agenzia di promotion; conosceva tutti di tutte le discoteche della zona. Roberto si inginocchiò davanti a me ed iniziò a leccarmi la passerina. Ero diventato più forte e potevo controllare bene le sue mosse, ma era divertente fingere di subire e mi trovai steso di schiena, con lei a cavalcioni che mi teneva giù la testa. Sono direttore di una piccola azienda e non mi piace essere considerato uno scansafatiche, per questo i miei giorni di assenza si possono contare sulle dita di una mano E' un posto di grande responsabilità, da me dipende la sopravvivenza dell'azienda, e di conseguenza, la stabilità economica dei miei dipendenti Siamo un gruppo di lavoro molto affiatato. Aspetta… AAAAH, mi stanno riempiendo di sborra… sono piena e sporca, se mi vedessi adesso…" "Non importa. La desideravo e quella lievissima trasparenza del volant del vestito mi stordiva. C'era un cameriere, giovane, un ragazzo ventenne che lavorava d'estate, e mi ha subito colpita. Strano, pensai, dovrebbe sapere che così è più facile liberarsi, primo perché si può vedere come e dove sono i nodi, poi perché si possono sempre usare i denti, e infine perché risulta comunque più facile muoversi con le mani davanti che dietro. Stando in piedi, allargai bene le gambe, e scendendo sulle mie ginocchia, sì da rimanere sempre aperta, mi ripresi in bocca i due cazzi degli stalloni. - Allora questi non sono per me? - sorrise lei -Ed io che mi ero illusa…- Francesco le offerse candidamente i fiori, fingendo di fingere: - Certo - sorrise sornione - questi erano per te, mica regalo fiori a chiunque io - Lei la prese per una bugia data dalla prontezza di spirito e rise: - Sei una canaglia e un bugiardo - Poi si guardò intorno - Senti questi qui sono più noiosi di tuo padre e di Sergio. quando il grassone le sborrò in bocca subito un altro prese il suo posto e così via nel culo nella vagina ed in bocca per mezz'ora. "Non ci sei diventata, c'eri già", mi disse, mentre i due maschi si congedavano e Kim mi sfilava i divaricatori. Non voleva vedere quello che stava succedendo. Paola, in piedi sul letto, afferrato un lembo del lenzuolo che ci copriva cominciò a tirarlo a se. Era corso in spiaggia e si era sentito mozzare il fiato. Lei non disse niente, mi sorrise e si lasciò cadere nel fieno, stesa al mio fianco. Disse solo: -voglio fare ancora l'amore con te. Mi salutò rispondendo che ne avrebbero parlato la sera stessa e me ne avrebbe dato risposta il giorno successivo. Teneva i primi bottoni della camicetta aperta e sotto potevo vederle un reggiseno bianco che copriva la curva dei seni, la novità assoluta di quella estate. & Dance Lap Cammers.